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lunedì 20 maggio 2013

Guardare al passato


Nella vita di tutti i giorni è importante guardare al passato, non per rimuginare su di esso e meno ancora per rimpiangerlo, ma per rileggerlo…

La rilettura degli episodi passati, aiuta ad affrontare il presente in modo da non ripetere gli  stessi errori.
Già… ma ne siamo capaci? Non di rileggere il passato, ma di evitare gli errori….

In effetti non è una cosa che ci riesce molto bene!
Spesso abbiamo bisogno di “sbatterci la testa” un paio di volte, prima di realizzare che non va bene quello che stiamo facendo, che è un errore….

In qualche caso, riusciamo ad accorgercene, però ci diciamo: ”Sì va bene, ma non sarà uguale all’ultima volta, questa è diversa…. “.
La maggior parte delle volte invece proseguiamo, come l’ultima volta e… dopo che ci siamo fatti del male… ci diciamo: “ La prossima volta non mi frega!”

Sì… la prossima volta….
Allora… continuiamo a leggere il nostro passato, continuiamo ad analizzarlo e piano piano saremo sempre più in grado di anticipare l’errore e, dopo aver fatto un po’ di esperienza,  saremo anche in grado di evitarlo.

sabato 18 maggio 2013

Le due Zinnia dell'arcobaleno e .... le altre

Ai lati del nostro vaso contenente l'arcobaleno di fiori, avevamo messo due varietà di Zinnia:
Zinnia gigante e Zinnia pompon Lilliput (che speriamo fiorirà con i caratteristici fiori di svariati colori doppi a pon-pon--

Avete visto nell'ultima foto pubblicata il 13 maggio come sono diventate grandi?

Stiamo ancora aspettando i fiori, nel frattempo qualche consiglio per curarle.

Intanto, entrambe prediligono le posizioni soleggiate, il nostro vaso si trova nell'angolo del balcone, verso l'esterno dove il sole batte per tutto il pomeriggio.
Fate attenzione, perché le piogge abbondanti di questo periodo non le fanno bene.

Speriamo arrivi presto il sole!

E le due piante che sono in posizione centrale nel nostro vaso?
Che fatica stanno facendo...

Ricordiamo:
Margherita pompon
Dalia mignon

Speriamo sbuchino fuori  anche loro, perché le stiamo ancora aspettando!

venerdì 17 maggio 2013

Colpa loro

Quando comunichiamo, la nostra tentazione più forte è di dare la colpa agli altri del fatto che non riescano a capire quello che stiamo comunicando loro, più banalmente quello che stiamo dicendo.
Avete mai provato a fermarvi e a pensare: ma son stata chiara nell’esposizione?

Ma non è che ho saltato delle parti fondamentali ed ho dato per scontato informazioni che in realtà il mio interlocutore in quel momento non ha, e magari  non più avere, proprio perché gli mancano informazioni fondamentali che gli permettano di elaborare quello che sto dicendo?
Allora, fermatevi a pensare e a rivedere non solo il contenuto della vostra comunicazione, perché se avete qualcosa da dire agli altri, molto probabilmente ne siete a conoscenza e siete anche degli esperti in materia, ma soprattutto verificate la modalità con la quale state comunicando.

Sperimentate e trovate accorgimenti per far sì che l’altro possa comprendere il contenuto che a voi è molto chiaro, ma all’altro no.
Quando si comunica qualche cosa all’altra persona, la domanda fondamentale da porsi non è tanto:

“Che cosa voglio comunicare?”
Ma

“Che cosa voglio ottenere?”
Ossia, l’obiettivo vero di ciò che stiamo comunicando, qual è veramente?

Poi, solo dopo aver risposto a questa domanda, possiamo farci tutte le domande classiche:
-          Che cosa vogliamo comunicare?
-          A chi? Chi sono i nostri interlocutori?
-          Come comunicarlo?
-          Quando iniziare l’attività di comunicazione?

Provate…. Sperimentate e vedrete che pian piano i risultati miglioreranno e non dovrete più farvi la domanda:” Ma mi avrà capito?”
La farete sempre meno… fino a non averne bisogno.

mercoledì 15 maggio 2013

La stanchezza di interpretare sempre qualcun altro

Quando siete in mezzo alla gente, dovete tutti interpretare un ruolo.
Normalmente portate una maschera che gli altri vedono tutti i giorni.
Infatti, si dice che interpretiamo tutti una commedia, la commedia della vita.
Tutte le mattine ci immedesimiamo nella nostra parte e andiamo al lavoro dove svolgeremo i nostri compiti per tornare poi a casa alla sera e, fra le nostre quattro mura, toglierci la maschera ed essere finalmente noi stessi.
La nostra interpretazione giornaliera è ciò che vedono gli altri ed è ciò che gli altri si aspettano di vedere, sempre.
Spesso però siamo un po' stanchi, magari la giornata non sta andando proprio come pensavamo e allora.... la nostra solita interpretazione, non è perfetta... e così lasciamo aperto qualche spiraglio... è proprio attraverso questi spiragli che lasciamo uscire la nostra parte più vera e... ricordatevi... c'è sempre qualcuno in grado di vederla.

Ma, non è sempre una cosa negativa!

Siamo arrivati al melone

Ebbene sì, siamo arrivati al clima perfetto per seminare i meloni.
Siamo a circa 20° C
Noi abbiamo messo il "Retinato" o "Retato degli ortolani".

Prendete un vaso nuovo e riempitelo di terra.
Fate attenzione alle dimensioni, perché stiamo parlando del melone ma il vaso che metterete sul balcone non sarà molto grosso.
Se avete la fortuna di poter godere di uno bello spazio per la semina, tanto meglio, ma se siete come noi e dovete controllare le dimensioni del vaso perché non occupi tutto il balcone, dovete fare attenzione al numero di semi che mettete nel vaso.


Non potete lanciare i semi a manciate o rischiate di soffocare il frutto.

Il nostro vaso è grande:
30 cm in altezza
60 cm in lunghezza
20 cm larghezza

Fate delle buche distanziate fra loro e che abbiamo la profondità di circa 2-3 cm.
Mettete qualche seme in ognuno di essi; qualche seme, perché la selezione naturare farò il suo lavoro e  solo uno di essi maturerà e vi darà il gustoso melone.
Coprite i semi con della terra e annaffiate abbondantemente.

Mettete il vaso in posizione riparata dal vento, ma in pieno sole.

Aspettate insieme a noi i primi frutti che coglieremo a luglio.





I semi

I buchi nel vaso e i semi

lunedì 13 maggio 2013

Lamento

Già.
Il lamento è un grido che esprime in modo più o meno forte un dolore.
Quante volte avrete sentito la gente lamentarsi di qualcosa....o più spesso di tutto.
"E questo non va bene, e quello non è ciò che mi aspettavo"... e via dicendo.
Il lamento può anche essere positivo, ma se diventa continuativo e soprattutto usato per ogni nostra interazione con gli altri, diventa sbagliato.
Diventa un'ossessione negativa.
Provate a verificare all'interno della cosa che vi crea "lamento", se c'è anche solo una parte considerabile positiva... prendete quella parte e usatela, miglioratela e utilizzatela per non lamentarvi, perché non può essere tutto negativo.
Cercate la positività... sinceramente, perché sono certa... c'è sempre!

Come sta l'arcobaleno?

Come sta il vostro arcobaleno?
Ecco il nostro!

domenica 12 maggio 2013

Abbiamo seminato il basilico

Buongiorno a tutti.
Oggi abbiamo deciso di seminare il basilico, lo seminiamo adesso, perché vogliamo portarlo fino a ottobre. Di solito si semina a marzo, ma... avete visto il tempo? Non era molto primaverile fino a qualche giorno fa.
Se avete una piccola serra, potete preparare una presemina da dicembre a febbraio, altrimenti seguite noi.

Innanzitutto, prendete un vaso anche non vuoto e rimuovetene circa 7-8 cm di terra dell'anno precedente.

1. Il vaso con la terra rimossa



2. Spatolina e rimescolamento della terra

Mettete poca terra nuova e picchiettate con una spatolina.
Fate in modo che le due terre (quella vecchia e quella nuova) si mischino, ma senza riportare troppa terra vecchia in superficie.

3. Riempimento con terra nuova

Ora andate a riempimento del vaso usando terra nuova.











Bene, ora delineate il contenuto del vaso con delle stecchette di plastica.... non vi sembra di avere un prato o un orto? Non fa, lo stesso effetto? Dai, un po' di fantasia.

4. Vaso con terra divisa dai bastoncini

Le stecchette servono per delimitare i confini della semina, così non rischiate di mettere più semi in un zona del vaso. Premete un pochino le stecchette in modo che lascino come dei piccoli solchi.







5. Semina
Ora procedete con la semina.







Rimuovete le bacchette.
E procedete con la copertura dei semi.



6. Rimozione delle bacchette

 


7. Copertura deli semi
 
 
Mettete la pianta in posizione di semi-ombra e innaffiate regolarmente.
Man mano che le piantine cresceranno, ricordatevi di tagliare la parte apicale del fiore per renderla rigogliosa e lasciarle la sua qualità aromatica.
 
E ora... aspettate insieme a noi i primi germogli.
Per usare le foglie in cucina... ci vuole tempo!
 

sabato 11 maggio 2013

Sempre più Portulaca

Eccola!
E come cresce....

La nostra sfida... il peperone

Iniziamo la sfida, come promesso.
Innanzitutto il peperone va seminato in una terrina, poi, quando la piantina raggiunge l'altezza di 20 cm si può trapiantare.
Nella sua nuova dimora darà i sui frutti.

Attenzione, perché ha bisogno di spazio e quindi deve essere interrata a 30-35 cm di profondità.

Non annaffiate la piantina in modo eccessivo, ma in maniera costante.
Cresce bene in un clima caldo. Fate attenzione ai ristagni d'acqua.

Questa è la nostra piantina già trapiantata nel vaso.