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venerdì 11 luglio 2025

4. Psicologia e attaccamento

Evitante. Il bambino è emotivamente distante e capisce che le sue necessità saranno trascurate poiché il caregiver è indifferente ai suoi bisogni.
Distanziante-elusivo. L'adulto diventerà chiuso e sembrerà concentrato su di sé e autonomo. L'indipendenza però è un'illusione. Ma se il partner minaccia di andarsene, non gli importerà.

martedì 8 luglio 2025

3. Psicologia e attaccamento

Ambivalente. Il bambino pensa che il caregiver non sia affidabile, infatti la persona che si prende cura è incostante. (Sensibile o negligente). Il bambino così diventa ansioso, insicuro e arrabbiato.
Ansioso-preoccupato. L'adulto avrà sempre paura di essere rifiutato e quindi diventa appiccicoso, esigente ed in maniera ossessiva non vorrà mai separarsi dal partner. Ha una fame emotiva non sana. 

venerdì 4 luglio 2025

2. Psicologia e attaccamento

Attaccamento sicuro. Il bambino che sviluppa un attaccamento sicuro è certo che i suoi bisogni saranno esauditi dal caregiver che, a sua volta, è sensibile e risponde sempre in modo sollecito. Il bambino così è felice ed esplora l'ambiente sentendosi protetto.
Sicuro. L'adulto in questo caso si sentirà fiducioso nei rapporti con gli altri e sarà disposto anche ad aiutare e ad essere aiutato dal partner, offrendo sostegno e consolazione. Mantiene però la sua indipendenza pur essendo amorevole nei confronti del partner. 

martedì 1 luglio 2025

1. Psicologia e attaccamento

Una delle teorie prevalenti nella psicologia dei rapporti è che l'esperienza infantile dell'attaccamento influisce sul comportamento che poi teniamo da adulti col partner. Il modo con cui da piccoli ci legghiamo alla persona o alle persone che ci accudiscono condizionerà le relazioni e i rapporti da adulti. La teoria fu sviluppata da Bowlby attraverso l'osservazione della relazione e delle interazioni fra bambini e il loro caregiver.  È riuscito così a distinguere alcuni stili di attaccamento infantili che ci influenzano da adulti.
(Il viaggio psicologico di luglio approfondirà proprio questo argomento).

venerdì 27 giugno 2025

Autorealizzazione 2

Per riuscire ad arrivare all'autorealizzazione sono necessari alcuni passi. Innanzitutto non bisogna mai fare paragoni ma misurarsi e concentrarsi esclusivamente su se stessi e sui propri progressi. Bisogna accettare i punti deboli e vedere anche quelli forti, senza criticare continuamente. È necessario rinunciare ai meccanismi di difesa, ossia trovare nuove maniere creative per reagire alle situazioni. Bisogna operare delle scelte oneste che siano sincere ed agire con integrità. La vita va vissuta e quindi bisogna immergersi nel proprio presente. Ognuno di noi ha delle abilità, siate positivi e gestite le sfide della vita. L'autorealizzazione è un processo continuo quindi dovete continuare a crescere.

martedì 24 giugno 2025

Autorealizzazione 1

L'autorealizzazione è una nozione legata alla psicologia umanistica. Per Maslow è la cima della gerarchia dei bisogni, il vertice al quale tutti noi dobbiamo tendere. Ognuno di noi ha desideri e può cercare di realizzarli. Varie esperienze della vita implicano una fatica a riuscire ad esaudire questa necessità. Molti messaggi ci incitano a fare, a lavorare, a guadagnare e a socializzare di più e ci manca il tempo per riflettere con calma a come pensare e a come realizzare la crescita personale. 

venerdì 20 giugno 2025

Tristezza 2

La tristezza si avvicina molto alla depressione, ma in realtà ha delle caratteristiche cliniche che non la rendono patologica; e' più uno stato d'animo negativo. In essa rimane intatto il rapporto con la realtà. È nei nostri primi vissuti, nella nostra infanzia che vengono forgiati i nostri legami. È in quel momento che fa la sua comparsa anche il vissuto di tristezza, che è strettamente collegato al rapporto presenza-assenza della madre. Questo vissuto di presenza e distacco ce lo portiamo dietro per tutta la vita, rimane in profondità e riemerge anche solo parzialmente nelle situazioni che esprimono il senso di perdita o di separazione. 

martedì 17 giugno 2025

Tristezza 1

È una risposta emotiva che origina da esperienze di perdita reale o immaginaria. Alla base c'è sempre una privazione. Sentimento di tristezza, si coniuga con il dolore. Fa risaltare sempre un contrasto tra un passato felice e un presente doloroso. Chi è triste tende ad evocare il passato. Cerca di ritrovare le situazioni positive. Le persone tristi sono bloccate in una specie di palude che gli impedisce di muoversi e di procedere. Spesso quindi domina uno scenario a luci basse con toni sbiaditi. Le persone tristi rimangono isolate e lontane dal mondo in una sorta di raccoglimento col rischio di perdere il contatto con gli altri. 

venerdì 13 giugno 2025

Timidezza 2

Nel caso in cui la timidezza diviene panico e angoscia allora può alterare il comportamento e deformare persino la visione del mondo. La timidezza patologica incastra in un angolo e mette in isolamento la persona che prova tale sensazione. Se la timidezza continua a rimanere legata alla paura di non essere all'altezza o all'angoscia di essere valutati negativamente è possibile che questa sia la proiezione di un bambino insicuro e bisognoso di conferme. 

martedì 10 giugno 2025

Timidezza 1

La timidezza non è sempre uno stato di disagio ma è certamente qualcosa che imbarazza e può sconfinare nella vergogna. È il timore di scoprirsi inappropriati o dimostrarsi difettosi. Durante l'adolescenza può essere fisiologico e legato alla crescita, da adulti diventa una sorta di ritrosia che fa rimanere in disparte. È importante capire se la timidezza è patologica oppure espressione di un io sensibile. I sintomi della timidezza possono essere molteplici e vari ma di solito hanno un filo comune: c'è la sensazione che gli altri siano dei giudici severi di tutto ciò che siamo e di come noi possiamo apparire. In realtà il critico più severo è un'istanza interna.