Se avete chiesto scusa "tanto per fare", non avrete compreso l'errore e tantomeno la sua reale gravità.
Non basta scusarsi, bisogna far capire all'altro che si è compresa l'azione errata e che ci impegniamo a non ripeterla.
A volte ci troviamo in situazioni dove l'esperienza è fondamentale, potrebbe non essere la nostra, ma quella di altri, che con i loro pensieri possono aprirci un mondo di idee..che come petali si uniscono a formare un fiore..una piccola idea..una grande idea. Sarò al vostro servizio per darvi informazioni e consigli di psicologia.
Se avete chiesto scusa "tanto per fare", non avrete compreso l'errore e tantomeno la sua reale gravità.
Non basta scusarsi, bisogna far capire all'altro che si è compresa l'azione errata e che ci impegniamo a non ripeterla.
Chiedere scusa può diventare un'arte per qualcuno. Indotti fin da piccoli a chiedere scusa per qualcosa che abbiamo "combinato", diventiamo bravi a scusarci ma senza sentirne veramente il bisogno. Si fa per non deludere i genitori. Da grandi, questa strategia può aiutarci a chiedere scusa ma senza aver realmente compreso l'errore. Non funziona.
Perché se non siamo riusciti a capire cosa abbiamo sbagliato, lo rifaremo.
Nella vita di tutti i giorni e nelle nostre relazioni con gli altri, possiamo offendere, giudicare o dare semplicemente opinioni maldestre.
Fa parte delle relazioni umane. Possiamo criticare i altri in maniera offensiva senza accorgercene.
Solo chi è in grado di provare empatia per l'altro e vedere quindi il risultato deleterio sull'altro è in grado di provare lo stesso disagio. Queste persone, sanno capire che chiedere scusa è importante per ricostruire il rapporto.
Invito gli altri ad osservare la risposta della persona offesa e a capire che chiedere scusa è il primo passo verso ricostruzione del rapporto.
Per alcune persone chiedere scusa è forse una delle azioni più difficili da compiere. Vivono "l'abbassarsi" a chiedere scusa con una sensazione di disagio e così, la maggior parte delle volte, non lo fanno.
Bisogna capire che, si è grandi persone anche dimostrando di aver capito di aver commesso un errore. Il chiedere scusa è un modo sano per comunicarlo.
La forza dell'amore verso se stessi è in grado di farvi superare molti momenti nei quali potrebbe prevalere un senso di inadeguatezza.
Dovete amarvi a tal punto da spostare la vostra attenzione su ciò che, pur non corrispondendo alla perfezione voluta, fa parte di voi e per questo va accettata.
Non tutto di voi è negativo.
Dovete capire che siete una persona completa con tutte le vostre caratteristiche, ossia pregi e difetti insieme.
Per stare bene dovete prestare attenzione a tutti ciò che avete di positivo. In questo modo, il vostro pensiero diverrà costruttivo.
Il segreto è "amare se stessi".
Per essere felici, non bisogna essere per forza perfetti.
Dobbiamo scoprire dentro di noi tutti i nostri pregi, ciò che ci rende la persona che siamo.
E dobbiamo cercare i nostri difetti per:
Correggerli, se intraprendiamo un percorso di autocoscienza.
Accettare, quelli che sono gli aspetti negativi.
Chi non si è mai sentito inadeguato o imperfetto? Almeno una volta è successo a tutti.
È una sensazione che ha radici nel passato. All'interno di relazioni che ci hanno sminuito e fatto leva più sulle imperfezioni che sulle reali capacità.
Questo atteggiamento lascia dentro di noi la sensazione che nel confronto con altri potremmo perdere anzi, sicuramente saremmo destinati a perdere.
Quando questa sensazione ci rimane dentro anche nel presente, ci porta alla ricerca di quelli che potrebbero essere i nostri difetti, facendoci dimenticare quanto invece possiamo essere grandi e bravi in molte situazioni.
Il mio consiglio è di ricordarvi sempre che, nonostante qualche imperfezione, potete essere "quasi perfetti" come persone.
Se avete seguito i post precedenti, avete capito che una dose di antipatia nell'ambito del ruolo lavorativo, deve essere presente. Questo aiuta a scegliere con lucidità i collaboratori, a dar seguito a promozioni senza favoritismi e soprattutto aiuterà voi a raggiungere molti obiettivi.
Se avete a che fare con un responsabile antipatico, molto probabilmente avete capito che i meriti dei suoi sotťoposti, saranno acquisiti solo grazie a dati oggettivi.
Difficilmente seguiranno l'istinto e daranno sfogo a favoritismi.
La maggior parte delle volte, premieranno chi avrà raggiunto l'obiettivo.