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domenica 1 febbraio 2015

Io non sono il mio comportamento

Dovete tenere separato il vostro comportamento da voi stessi.
 
Sebbene tutti noi siamo responsabili del nostro comportamento, non dobbiamo identificarci con esso.
 
Non dobbiamo dire:
"io sono sbagliato"
ma
 "io ho sbagliato in questa particolare situazione".
 
 
Non dobbiamo dire:
"io sono perdente"
 ma
 "io ho perso oggi."
 
 
Se vi identificate con il vosto comportamento, finite per non riuscire a capire come cambiarlo.
 
 

Azienda sana

In un’azienda sana i dipendenti partecipano attivamente al conseguimento degli obiettivi.
Per far questo però devono essere informati, altrimenti non sentiranno di farne parte e non si impegneranno abbastanza.
È importante che i dipendenti sappiano e conoscano la missione aziendale per poter dare il loro contributo basato su conoscenze, studi ed esperienze.
È importante che capiscano il significato della collaborazione vera fra di essi.
Infine, devono esser in grado di resistere alle difficoltà, per non perdersi d’animo e abbandonare il progetto.

sabato 17 gennaio 2015

Nascondere

Quando si ha qualche cosa da nascondere è facile pensare che gli altri, ai quali in questi casi diamo una sorta di vista superiore, vedano più di quello che in realtà sia reale.

martedì 13 gennaio 2015

La scala dell'importanza

Nel cercare di tenere insieme la vita privata e quella lavorativa 
è importante avere sempre in mente le priorità.
Facciamoci la domanda. 
Quali sono le mie priorità?
In base alla risposta che daremo a questa semplice domanda,
dovremo cercare di seguirne la traccia.

Solo così avremo chiaro:
- priorità 
- obiettivi 
e ovviamente la strada da seguire.

giovedì 1 gennaio 2015

In prima persona

Sicuramente vi sarà capitato di dover esprimere irritazione per qualche cosa che non è andata per il verso giusto. Per essere certi che la vostra lamentela vada a buon fine e venga considerata come tale e magari in seguito vi sia anche da parte dell’altro un impegno a migliorare la situazione, dovete esprimere la vostra irritazione in modo diverso dall’affrontare brutalmente l’altro. L’altro non è la causa unica del fatto che vi sia stato un errore. Avete espresso chiaramente il vostro desiderio? L’altro l’ha compreso?

Fatevi sempre semplici domande e solo allora esprimete le vostre irritazioni. 
Ma come? Urlando? Insultando? 
Noooo, solo in maniera gentile e soprattutto dando molto peso, nelle vostre affermazioni, alle espressioni in prima persona.
Esprimete  chiaramente come vi sentite e che cosa vi ha irritato, ma senza usare un tono accusatorio nei confronti dell’altro, altrimenti non vi ascolterà nemmeno!

Siamo molto lontani dalla vera lettura del pensiero e quindi è fondamentale che esprimiate i vostri pensieri chiaramente. 

I ricordi selettivi

La nostra memoria non è infallibile e spesso ci gioca brutti scherzi.

Cosa accade durante la rivisitazione di eventi del passato? Accade che non tutte le fasi dell’esperienza passata ci vengono presentate dalla memoria, spesso i ricordi si mischiano fra loro oppure vengono rimossi.
La nostra mente è in grado di “eliminare” tutto ciò che non rientra nel quadro che ci siamo “raccontati”.

E' ARRIVATO IL 2015!!!

Buongiorno a tutti e ben ritrovati!
Passato bene l'ultimo dell'anno?
Noi sì, in un locale di Milano ed è stata una festa grandiosa!
 
Speriamo che il nuovo anno porti a tutti tanta felicità.
Buon anno!

lunedì 10 novembre 2014

Vedere

In ogni nostra interazione con gli altri ...
Ognuno di noi vede quello che vuole vedere.

domenica 12 ottobre 2014

I canali della comunicazione

I canali della comunicazione sono:
1.    verbale
2.    non verbale
3.    paraverbale

Il canale della comunicazione verbale è quello visibile, o forse sarebbe meglio dire… “udibile” da tutti e a tutti.
Quando parliamo con le altre persone, usiamo le parole per comunicare quello che abbiamo in testa….

Ma…
Parlare esclusivamente di linguaggio verbale, senza tener conto di tutte le altre componenti, diventa riduttivo.

Allora dobbiamo tener presente anche la parte non verbale della comunicazione, la parte nascosta, che solo un occhio attento può evidenziare e, non sempre in maniera corretta o efficace.
“Un occhio attento può vedere”, già perché la parte non verbale è visibile agli occhi allenati in grado di cogliere una discordanza fra le parole che una persona sta dicendo e come  lo sta dicendo.

In quest’area rientrano numerose componenti dall’abbigliamento all’espressione facciale, compreso il sorriso (più o meno sincero)… il contatto visivo, la postura e la gestualità compresa la gestione del territorio in cui ci muoviamo e nel quale stiamo facendo affermazioni.
Insieme alle componenti elencate, troviamo anche la parte del linguaggio paraverbale, ossia la modalità con la quale comunichiamo: il tono di voce, le pause fra un enunciato e l’altro e l’uso del volume.

Siete un “responsabile”?


Se siete un responsabile di azienda, avrete sicuramente delle persone da coordinare.
Con queste persone dovete sicuramente comunicare, anche se non per tutto il giorno, magari a sprazzi.
Qualche volta, la vostra comunicazione avrà come obiettivo il fatto che le persone debbano fare qualche cosa, debbano svolgere qualche compito.

Qualsiasi formazione scolastica voi abbiate, a meno che non siate degli esperti di comunicazione, la dimensione relazionale è la parte che conoscete di meno; ma è fondamentale perché permette di mettere a fuoco l’obiettivo della vostra azione che si esprime attraverso la comunicazione.
Per comunicare in maniera efficace, dovete conoscere ed usare tutti i canali che avete a disposizione.

Iniziate a sperimentare e controllare tutte le componenti della comunicazione.

CONFRONTO

NON SOTTRAETEVI MAIL AL CONFRONTO
CERCATE SEMPRE DI AFFRONTARE LE DISCUSSIONI.